Futuro della Nebiolo
Castel Nebiolo: il futuro dell’ex-fabbrica
Parlare delle Officine Nebiolo, vuol dire associare quella che è stata una delle più grandi realtà industriali di Torino, ad un periodo caratterizzato da lotte operaie, guerre, crisi e boom economico. Giovanni Nebiolo, un lungimirante ed intraprendente artigiano, acquista nel 1878 una vecchia fabbrica di caratteri tipografici. Un paio di anni dopo costituisce una società con Lazzaro Levi di Monferrato, che diventa la “Nebiolo & co.”. Un passo che nel 1891 gli costerà la liquidazione da parte dei soci, che nel frattempo hanno affiancato la produzione di macchine per la tipografia. L’area industriale oggi dismessa si trova tra le vie Bologna, Padova, Como e corso Novara ed ha vissuto momenti drammatici come il licenziamento di tutti i 180 operai nel 1924 o i bombardamenti tra il 1942 e il 1943, in cui si salvò solo la fonderia caratteri. Il secondo conflitto mondiale, durante l’occupazione tedesca, ha visto unite le maestranze con la dirigenza aziendale, tanto da evitare il boicottaggio delle lavorazioni e la deportazione degli operai. Arrivano gli anni del boom economico, la Fiat che entra a far parte del capitale sociale e l’avvento della fotocomposizione, che porta intorno agli anni ‘70 alla crisi irreversibile dell’azienda, che nel 1978 chiude i battenti. Si sono fatti tanti progetti e studi per il recupero dell’area abbandonata. Lunedì 30 aprile 2007, l’amministrazione ha organizzato una giornata dedicata all’ex-stabilimento dal titolo “Nebiolo tra passato e futuro”, per far conoscere la riqualificazione, che partirà a breve. Sarà realizzato un edificio di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata. Il programma prevede un unico edificio a grande corte, la cui forma complessiva è rafforzata da quattro torri, che costituiscono gli angoli. Il grande cortile sarà considerato la piazza dell’edificio, luogo di relax per giovani e meno giovani, dove si affacceranno tutte le cucine. “Castel Nebiolo” sarà composto da 158 unità abitative e due comunità alloggio. La prima, dislocata al piano rialzato, dedicata a dieci disabili gravi con una superficie di 355 metri quadri, mentre al primo piano troverà spazio una comunità mamma-bambino riservata a sei madri con i figli. Si provvederà a sistemare la viabilità esterna, il giardino per l’infanzia e l’arredo urbano complessivo.
