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Descrizione

ITIS A. Avogadro - Torino 

Area di progetto - a.s. 2006/2007

Classe 5° C Liceo


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Strumenti personali

Cronologia degli edifici

 

  • 1852: Da una precedente ditta artigiana Giacomo Narizzano costituisce la "Antica Fonderia G. Narizzano"; con pochi operai, produceva caratteri da stampa. La sua sede non è certa: secondo lo storico E. Gianeri si trovava in un piccolo locale di Corso Vittorio Emanuele II, non lontano quindi dallo scalo ferroviario di Porta Nuova; secondo altri, era in Borgo Rossini, storico quartiere degli operai fonditori di caratteri. L'"Antica Fonderia" verrà acquistata nel 1878 da Giovanni Nebiolo
  • 1880: Nasce la "Nebiolo § Co.", la cui sede è al n. 12 di via dei Fiori, in Borgo San Salvatore (l'attuale Via Belfiore, a San Salvario).
  • 1889: La Nebiolo muta ragione sociale e vede l'ingresso di nuovi soci. Lo stabilimento viene portato in strada Regio Parco angolo corso Firenze (zona oltre Dora, presso il ponte delle Benne). La nuova sede dell’azienda è una costruzione moderna che ricalca i canoni architettonici inglesi (considerati, a quei tempi, il miglior modello a cui ispirarsi): un edificio triangolare a due piani fuori terra con molte finestre aperte sui muri, camini e ciminiere, un grosso orologio in mezzo all’edificio ed una bandiera tricolore su una torretta.
  • 1904: La sede della Nebiolo viene ampliata: accanto al vecchio edificio ne viene costruito un altro in cui si trasferisce il reparto "Bollito". Si tratta di una costruzione di tre piani fuori terra (più uno sottoterra) destinata a laboratorio e magazzino avente saloni coperti da solai in calcestruzzo armato "sistema Hennebique", poggianti in parte su una muratura in mattoni e in parte su pilastri sempre in cemento armato.
  • 1906: Nasce, d'intesa con l'ingegner Ugo Fano, la "Società Anonima Fonderie Subalpine". Lo stesso ingegner Fano ne progetta la sede, comprendente "fabbricati uso fonderia di ghisa da erigersi sull'angolo delle vie Bologna, Como e Circonvallazione". Le "Fonderie Subalpine" occupano dunque un terreno presso l'antica cinta daziaria, nella stessa area dove sorgerà, qualche anno dopo, lo storico stabilimento della "Nebiolo".
  • 1907: Il vecchio insediamento industriale presso il ponte delle Benne è messo in vendita; viene acquistato un altro terreno poco distante (tra corso Regio Parco, Firenze e Palermo). La nuova area ha un'estensione praticamente doppia (18.000 mq) rispetto alla precedente e comprende 6000 mq coperti (già proprietà della Società Torinese di Panificazione). La "Nebiolo" vi resterà sino al 1922-23.
  • 1916: Prendono il via i lavori di costruzione del nuovo stabilimento FIAT del Lingotto, che verrà ultimato nel '22 e inaugurato nel '23. Il Lingotto, "simbolo della moderna produzione industriale" (C. Olmo) -quella di tipo fordista-taylorista- rappresenta un punto di svolta per l'architettura industriale torinese e costituisce l'inevitabile modello di riferimento per tutte le progettazioni successive.
  • 1919: La Nebiolo acquista alcuni terreni in Regione Regio Parco, nelle vicinanze delle "Fonderie Subalpine". L'intento è di costruire un nuovo stabilimento, destinato a ospitare la "Fonderia Caratteri". Progettazione e realizzazione sono, ancora una volta, affidati all'ingegner Fano, nel frattempo divenuto amministratore delegato della società. Lo stabilimento viene eretto nel '22.
  • 1922: La Nebiolo decide di acquistare lo stabilimento delle "Officine Dubosc lavorazioni meccaniche" sito tra via Boggio, via Vochieri, Corso Ferrucci e via Avezzana; nel giro di pochi mesi vi trasferisce la "Sezione Fabbrica Macchine". L'edificio ha un'elegante facciata liberty su via Boggio (progettata nel 1910 dall'ingegner Santané) e occupa un'area di 30.000 mq, di cui 22.000 coperti.
  • 1923: Nei primi mesi dell'anno, il nuovo complesso industriale di via Bologna viene completato. Si tratta di una moderna costruzione in cemento armato, di stile funzionalista, in cui sono riconoscibili tre parti. Il corpo di fabbrica vero e proprio, ovvero la "Sezione fonderia caratteri", si affaccia sulla via Padova con tre piani fuori terra e presenta un'originale facciata a taglio verso via Bologna. L'edificio lungo via Bologna, invece, è formato da due piani fuori terra ed è destinato a ospitare gli uffici amministrativi. Il terzo corpo, infine, è quello delle Fonderie di ghisa (già Fonderie Subalpine) e si trova sul corso Novara, sul lato opposto alla fonderia caratteri. La planimetria del progetto evidenzia il tracciato di un percorso ferroviario a scartamento normale che collegava l’androne centrale (da via Bologna) con i tracciati interni alla “Fonderia” da un lato e con lo scalo merci della Stazione Vanchiglia dall'altro. L'architettura del nuovo stabilimento è prodotto della integrazione di due codici stilistici: al decorativismo storicistico dei prospetti si accompagnano le innovative tecniche costruttive delle opere strutturali in cemento armato. Negli anni immediatamente seguenti l’ingegner Fano progetta e realizza una variante alla nuova struttura, che estende lo stabilimento sul lato di via Como.
  • 1947: La Nebiolo incorpora la "Fast" (Fabbrica Strumenti Tessili) con sede a Rivoli e stabilimenti a Rivoli e Collegno.
  • 1949: La Nebiolo acquisisce una piccola industria meccanica, la "F.C.M. Savant", che ha uno stabilimento a Lanzo. Parte delle sue lavorazioni sono però trasferite in località Regina Margherita, frazione di Collegno, nel vecchio stabilimento dell'incorporata "Oxal".
  • inverno 1952-53: Vengono dismessi gli stabilimenti di Rivoli (ex "Fast") e di Collegno; la produzione di macchine tessili è trasferita in via P.C. Boggio.
  • 1960: Inizia la costruzione del nuovo stabilimento in strada Settimo 323, dove nel corso degli anni '60 si concentrerà gran parte delle produzioni torinesi.
  • 1969 e seguenti: La Nebiolo persegue la politica di assorbire altre imprese minori con i loro stabilimenti: la "Nebitype" di Genova Voltri, la "Omac" di Brescia, la "Pivano" di Alessandria, la "Whalt" di Milano, le officime "Moncenisio" di Torino; punta inoltre a costruire nuovi piccoli stabilimenti, come quello di Sommariva Perno per le lavorazioni dei rulli. E' questa, infatti, la linea scelta dalla dirigenza: decentrare la produzione, semembrando se necessario interi reparti.
  • 1972: Inizia la costruzione di una fonderia e di un'officina presso Mondovì: si va verso lo smantellamento della storica fonderia di via Bologna.


Prospetti della fabbrica

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