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4. 1960-1980

L'Avogadro nella seconda metà del XX° secolo

L'istituto negli anni cinquanta e sessanta era considerato, per la serietà dei suoi studi, per la varietà delle sue specializzazioni e la modernità dei suoi laboratori, un "piccolo Politecnico". Le premiazioni annuali degli allievi, a cui partecipavano i dirigenti delle grandi e medie industrie di Torino e provincia, consolidavano "quel vincolo ideale che unisce la scuola alla vita produttiva del Paese e lo concreta in un efficace interessamento reciproco".

Merito di questo sviluppo va certamente anche al preside Francesco Barra Coracciolo (1954-1967), che l'aveva condotto ad un grado di potenziamento e di efficienza che "mentre ha soddisfatto - si legge in una relazione del 1967 - brillantemente alle esigenze ed aspettative di Torino, in continua espansione, consentirà anche di evolversi ulteriormente nel quadro mutevole delle programmazioni cittadine e nazionali".

Invece negli anni successivi, e per tutti li anni settanta, per i cambiamenti di clima e 9 situazioni politiche ed economiche, l'istituto Avogadro vede attenuarsi il suo prestigio. Si compiva intanto un processo, cominciato molti anni prima, di progressivo decentramento delle diverse specializzazioni, che diedero vita a scuole autonome: Istituto per Tecnici e Tintori G. Guarella (autonomo dal 1942); Istituto per Chimici Industriali L. Casale (1956); Istituto per l'Elettrotecnica G. Peano (1961); Istituto per le Telecomunicazioni e l'Ingegneria nucleare Pininfarina (1967); Istituto per le Costruzioni Aeronautiche A. Grassi (1974). In seguito l'Istituto ha anche "generato" gli Istituti Primo Levi (1984) e Enrico Fermi (1989). Possiamo affermare che gran parte dell'istruzione tecnica a Torino ha avuto origine dalla scuola di Corso San Maurizio, dove per alcuni anni rimasero solo le specializzazioni di Meccanica ed Elettrotecnica.

Ma, al di là della riduzione delle specializzazioni, quel che venne meno all'Avogadro negli anni settanta fu la connessione tra istituzione scolastica e società civile, che aveva invece contraddistinto le politiche della scuola fino dai suoi esordi; tale "dialogo" riprese poi nel 1978 con l'arrivo alla guida dell'Istituto dell'attuale preside Giulio Cesare Rattazzi, proveniente dalla precedente direzione di un altro storico Istituto tecnico italiano, I'I.T I.S. Cobianchi di Verbania: un uomo di scuola, ma attento alle esigenze della società e convinto sostenitore di un rapporto sempre più stretto tra formazione scolastica, formazione professionale e formazione del cittadino.

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